venerdì 21 luglio 2017

Legionario I° Illyricorum 270 A.D. epoca di Aureliano






































Le stele funerarie ed i bassorilievi del III° secolo raffigurano i militari, prevalentemente, con le loro armi e scudi ma senza elmo e lorica.
Questo ha indotto gli studiosi, per decenni, ad ipotizzare che nel cosiddetto periodo della "crisi del III° secolo" i soldati ne avessero abbandonato l'uso per una sorta di "barbarizzazione" che li induceva ad amare il combattimento in maniera indisciplinata e libera da costrizioni.
Nulla di più sbagliato, come è stato in seguito dimostrato. In quel secolo di continue guerre, sia civili che di difesa dalle incursioni, i militari erano molto ben equipaggiati, come e forse ancor più che in altre epoche.
Alcune caratteristiche tecniche guardavano ad una maggiore praticità e semplicità costruttiva. come i grandi scudi piatti dai bordi di cuoio certamente più economici in termini di tempo e materiale di costruzione. Come pure l'abbandono delle loriche segmentate, efficaci ma di facile usura e difficile manutenzione.
Il legionario in figura indossa un collare di scaglie sopra una maglia di ferro mediamente estesa.
L'elmo è l'ultimo modello, rinvenuto incompiuto nel 260 A.D. , di questo genere di elmi di fanteria molto coprenti col coppo ottenuto dalla lavorazione di una unica lastra di metallo e dai paraguance ottenuti in un unico pezzo basculante sulla fronte e fissato al retro del coppo da una cinghietta di cuoio.
Completano le difese dei paragambe molto semplici di metallo.
Bandoliera, spada e cinturone militare sono quelli in uso all'epoca.
Una mano regge una asta usabile sia da urto che da lancio, lo scudo raffigura il semidio Ercole vestito di una pelle di leone e con una pesante mazza.

























Ritrovato in ottime condizioni questo esemplare, ultimo di una lunga tradizione costruttiva degli elmi militari romani.
I decori sono ridotti al minimo ed i rinforzi incrociati sul coppo sono solo impressi e non applicati.
Si trattava comunque di un ottimo elmo dal punto di vista difensivo e certamente nella seconda metà del III° secolo dovevano essere molti quelli ancora in circolazione assieme ai nuovi elmi conici a segmenti adottati dagli arcieri e dalla cavalleria di derivazione Sarmatica.
Anche le cuffie di scaglie dovevano essere abbastanza diffuse come pure l'uso in battaglia, da parte di alcuni, di un semplice berretto frigio.

























Ecco un elmo dalla tradizione costruttiva dei primi del III° secolo rivisto in alcuni particolari per renderlo più in sintonia con la produzione successiva. Il picco è fissato alla rovescio e sotto al paraguance destro è saldato un elemento che si fissa a quello sinistro creando la copertura totale dei paraguance in un unico pezzo.























Le scagli dei collari erano cucite nel modo classico e cioè libere sotto.
La costruzione delle scaglie era molto più veloce e semplice di quella della maglia di ferro, ma la cucitura delle stesse nei diversi punti delle loriche, per consentire una agevole indossabilità e movibilità, era il frutto di una sapiente esperienza artigianale.
Nella ricostruzione archeologica possiamo vedere quanti tipi diversi di fori sono applicati per differenziare le cuciture.






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