lunedì 26 giugno 2017

Fante di Marina 175 A.D. Epoca di Marco Aurelio






































Ecco quello che presumibilmente è un fante di marina dell'epoca degli Antonini.
Il suo elmo è un semplice modello di ferro privo di particolari ornamenti al di la di una fascia di bronzo, è privo del caratteristico picco anteriore ma ha i classici rinforzi incrociati introdotti in epoca Traianea.
La maglia di ferro presenta la parte finale delle maniche e la parte inferiore decorata con un disegno a triangoli, non vi sono reperti archeologiche di tali maglie, ma sono spesso raffigurate così in rappresentazioni artistiche di questo periodo storico.
Lo scudo ha un emblema composto da una fiocina e pesci avvinghiati che richiama (come altre simili) il mare e presenta un colore di fondo azzurro come pure la tunica, le braghe ed altri particolari dell'abbigliamento del soldato.
Si pensa che lo status dei fanti di marina fosse considerato leggermente inferiore a quello dei legionari che operavano sulla terraferma.

























Ecco un bassorilievo della fine del II° o primi del III° secolo raffigurante soldati molto simili a quello rappresentato in figura.




















Ecco l'elmo originale in ottime condizioni rappresentato in figura.






































Ecco una tavola con recenti interpretazioni cromatiche di alcuni scudi romani, tra essi anche quello che appare in un particolare bassorilievo applicato all'Arco di Costantino, ma di epoca Antonina , al quale si ispira lo scudo in figura.

domenica 25 giugno 2017

Cavaliere 175 A.D epoca di Marco Aurelio






































Il soldato di una Ala di cavalleria dell'epoca degli Antonini è caratterizzato dall'introduzione di un elmo molto coprente con i paraguance molto estesi che si incrociano lasciando scoperta solo la porzione di viso relativa agli occhi, naso e bocca. Sul capo è applicato (spesso con rivetti conici) un robusto rinforzo incrociato. Tale tipologia di elmo, sia nella costruzione in metallo con particolari in bronzo che interamente in bronzo, avrà una grande diffusione e presto verrà adottato (per la sua particolare capacità protettiva) anche dalle fanterie.
La lorica raffigurata è a scaglie, una tecnica che conferiva una vestibilità solo di poco inferiore alla maglia di ferro ma una maggiore protezione ai colpi di punta ed un indubbio colpo d'occhio più gratificante, un aspetto questo non insignificante soprattutto per reparti che seguivano da vicino il comandante o l'imperatore stesso.
I paragambe hanno una estensione mobile che protegge il ginocchio e possono essere molto decorati.
Le spade di cavalleria sono leggermente più strette e molto più lunghe del classico gladio ed in questa epoca sono caratterizzate dall'anello metallico nell'elsa.
Gli scudi sono ancora quelli ovali caratteristici della cavalleria, un poco più stretti rispetto a quelli della fanteria Ausiliaria, ma è molto diffuso anche il modello esagonale di derivazione germanica.
Le armi adottate sono quelle classiche : una corta lancia da impatto ed un contenitore di leggeri giavellotti da lancio.
Un cavaliere con queste caratteristiche era sufficientemente solido per lo scontro diretto ed altrettanto agile per il veloce inseguimento di reparti allo sbando.

























In questo bassorilievo possiamo chiaramente vedere cavalieri con lorica di scaglia attorno al
comandante che riceve i segni di resa del nemico.

























Ecco la ricostruzione dell'elmo che caratterizzerà la fine del II° secolo e quasi tutto il seguente III° secolo.






Ecco l'elmo di nuca con quello che si suppone possa essere un sistema per fissare il gancio posteriore.


























Ecco un reperto archeologico in un ottimo stato di conservazione.























Un altra immagine di cavaliere dalla Colonna di Marco Aurelio..come sempre si mischiano elementi che raffigurano la realtà dell'equipaggiamento dell'epoca ad altri di natura puramente simbolica : come gli elmi spesso dai tratti attici ed i visi scoperti per omaggiare i soldati ritratti.

























Ecco un reperto archeologico della classica scaglia arrotondata e fissata lateralmente l'una all'altra ma libera di muoversi nella parte inferiore.







Ecco le classiche spade del periodo Antonino.

venerdì 23 giugno 2017

Pretoriano 175 A.D. epoca di Marco Aurelio














Al tempo degli imperatori Antonini i soldati romani continuano ad avere un aspetto molto simile a quello del secolo che li ha preceduti, ma molti piccoli cambiamenti iniziano a farsi evidenti.

Anche questo soldato pretoriano, che pure rappresenta l'aspetto più tradizionale dell'equipaggiamento militare, mostra per esempio che le calighe sono state abbandonate da tempo, come la classica cintura militare con i lunghi pendenti borchiati. La spada ha ancora le caratteristiche del gladio ma ha un fodero molto più semplice che costituisce il prototipo di tutti quelli a venire e l'elsa è caratterizzata da un anello di metallo, probabilmente entrato nell'uso comune dall'influenza dei popoli Sarmatici.Il caratteristico Pilum ha ora due bocce di metallo ad appesantirlo e l'elmo è l'ultima evoluzione con un paranuca molto esteso e decori molto ricchi, della famiglia dei "Gallici Imperiali".
La lorica segmentata è l'evoluzione dei precedenti modelli e presenta ampi elementi di bronzo che fungono da giunture per dare una articolazione più efficace possibile ai vari elementi che la compongono, è indossata sopra un capo di pelle ( subarmalis)  che termina con la caratteristica segmentatura nelle braccia e sotto la cintura.
Lo scudo è ancora quello classico ovale a tegola con bordi di metallo.
Il colore delle tuniche è sempre frutto di deduzioni..ma il bianco  naturale della lana o del lino ( cioè non sbiancato con un costoso procedimento usato esclusivamente per le aristocrazie ) è certamente probabile, nell'immagine anche le braghe sono bianche per una possibile differenziazione di status ( più alto quello dei pretoriani) dalle normali truppe.


























Alla base della Colonna Antonina appaiono chiaramente i soldati pretoriani con la lorica segmentata, lo scudo ovale ed il pilum con due bocce di appesantimento.




Ecco una versione completamente in bronzo dell'elmo illustrato nella figura.

Ecco la versione in ferro e bronzo di fattura ancora più ricca e compatibile con lo status dei Pretoriani che ho adottato nella figura.



Uno spaccato della classica Lorica Segmentata, qui in una versione precedente a quella in figura.


Ecco la ricostruzione della Lorica Segmentata dell'epoca Antonina, rispetto alla precedente sono scomparsi ogni laccio e chiusure in cuoio, è diminuito il numero dei segmenti che compongono il busto ( che sono perciò più larghi ) e si tende ad una maggiore razionalizzazione e robustezza delle componenti.

venerdì 25 giugno 2010

Soldati Romani nel V° secolo A.D.
















Mura di cinta con torri aggettanti proteggevano le principali città ed anche le grandi ville delle tenute agrarie si cingevano di difese che affidavano ai propri Bucellari , anticipando di fatto il sistema dei Feudi Medioevali.





 
































All'inizio del V° secolo A.D. l'immagine del militare romano è sostanzialmente molto simile a quella del secolo precedente. Le grandi " Fabbriche" di attrezzatura militare continuano a produrre i grandi scudi ovali sui quali sono dipinte le effige delle numerose tipologie di reparti. Gli elmi crestati di tipo romano-sassanide sono sempre presenti ma, nel contempo, quelli conici segmentati si diffondono maggiormente, soprattutto nei ranghi della cavalleria e nelle versioni più riccamente decorate. Le corazze  di maglia di ferro o scaglie di bronzo sono sempre prodotte ma si assiste ad una forte diffusione di quelle lamellari, forse anche in virtù della loro semplicità costruttiva .


































Elmi rotondi di semplice ma robusta fattura, composti da segmenti rivettati, fanno la loro comparsa, dotati quasi sempre di paranuca in maglia di ferro e sono adottati per lo più dalle fanterie .






















L'elmo dotato di cresta metallica e piume o crini di cavallo caratterizza i reparti di più alto rango o di guardia all'Imperatore .






















Dal tempo di Teodosio in poi le effigi e gli scudi con il simbolo della "P" e della "X" incrociate sono diventati il simbolo di questo nuovo Impero "Romano-Cristiano"





















Le truppe che seguono da vicino l'Imperatore chiamate "Candidati" vestono tuniche ed armi dal livello di decori in sintonia con quelle dell'imperatore stesso . Sono spesso di origine Germanica e portano lunghi capelli tagliati in una maniera che diverrà comune per tutto il Medio Evo, il viso è sbarbato in un momento storico che ricerca i persi valori estetici della Romanità .





















La cavalleria in questo secolo subisce una trasformazione rispetto a quella del secolo precedente : quella catafratta di tipo Partico, i Kontarii dalle cavalcature completamente corazzate, diminuiscono a favore di una cavalleria di media pesantezza che usa indifferentemente l'arco e la lancia da urto e si difende con armature di scaglia di tipo Sarmatico o lamellari .






































Quando il cavallo è protetto da una corazza, quest'ultima è spesso di tipo lamellare e lo ricopre solo anteriormente .






















La combinazione di un tiro di frecce per scombinare il nemico seguita da una carica a lancia in resta, risulterà una arma vincente che continuerà ad esistere per secoli, nell'Impero Bizantino .























































Anche nella fanteria  l'aspetto dei reparti è tutt'altro che uniforme : reparti auxiliari di soldati protetti  alla leggera, od armati di asce piuttosto che altre armi derivate dalla loro provenienza etnica .










































Nei territori dell'Egitto è frequente l'uso di materiali del territorio, come le scaglie di coccodrillo che costituiscono la lorica e l'elmo di questo ufficiale.

































Guerrieri Unni spesso compongono la guardia personale dei Comandanti Militari, costituita sempre di truppe a cavallo.

































La diffusione dell'arco nella cavalleria Romana caratterizza le truppe dell'Oriente .

































La diffusione delle difese lamellari e degli elmi conici segmentati nel proseguimento della seconda metà del secolo caratterizza l'aspetto di questo Comandante Romano :






















 E di questi cavalieri Unni dei Buccellari del comandante Ezio :


O di questo comandante Goto al servizio dell'esercito imperiale :






















Anche il cuoio indurito e colorato si diffonde per le loriche degli ufficiali che mantengono così un aspetto decisamente classico e tradizionale.






















Un arciere a cavallo romano affronta alla spada un cavaliere ostrogoto.       























Un cavaliere ostrogoto ha ucciso un soldato romano, dietro loro un cavaliere unno.






















Un cavaliere romano affronta un guerriero unno disarcionato.






















Un patrizio romano osserva il campo circondato dai suoi buccellari.


La flotta dell'imperatore Maggioriano..







domenica 13 giugno 2010

La Battaglia di Adrianopoli , 378 A.D.
















 Molto è stato scritto sulla battaglia di Adrianopoli , alcuni studiosi vorrebbero far risalire a questa data la vera fine dell'Impero Romano d'Occidente, affermando che l'esercito imperiale non si riprese più da quella sconfitta, fu faticosamente ricostituito con l'introduzione di intere tribù barbare che, per loro tradizione, non vestirono più elmi ed armature difensive, modificando l'esercito anche nel suo aspetto esteriore.
Altri studiosi ipotizzano la sconfitta delle tipiche formazioni di fanteria romane dovute all'introduzione delle staffe nella cavalleria Alana e Gota che avrebbe consentito un vantaggio tecnico enorme ai cavalieri sia leggeri che, soprattutto, pesanti .
Queste congetture, nel tempo si sono rivelate sbagliate, l'esercito romano dell'epoca era reduce da decenni di successi, dal tempo della Tetrarchia in poi, si era sempre imposto sui propri avversari, quasi sempre molto più forti numericamente. Era estremamente differenziato per poter affrontare gli eserciti riccamente equipaggiati dei regni Orientali, come pure le tribù che razziavano nei confini Occidentali. Anche la situazione economica e demografica dei territori imperiali ( soprattutto nella parte Orientale..) era in costante crescita .

















Il destino di Roma, in realtà, si stava scrivendo nelle lontane steppe dell'attuale Russia da dove una forte congregazione di varie tribù Unne, stava avanzando ad Ovest assoggettando i popoli che incontrava nel suo cammino come gli Alani e gli Ostrogoti e spingeva intere popolazioni ad ammassarsi ai confini dell'Impero .
Probabilmente, se questo non fosse accaduto, il fenomeno di assorbimento delle popolazioni Germaniche e la loro conversione alla cultura romana sarebbe potuto avvenire gradualmente e pacificamente e l'Impero d'Occidente non sarebbe caduto, ma forse ne avrebbe persino giovato..!






















Comunque quando le masse di profughi si attestarono ai confini, le gerarchie imperiali dettero il peggio di se : permisero il passaggio entro i confini perche non erano in grado di controllare una così grande moltitudine, ma la affamarono a morte, dando loro cibo scadente in cambio di donne e bambini da ridurre in schiavitù, ed in sostanza alimentarono un tale odio che, presto, scoppiò in tumulti, ribellioni e saccheggi dei terreni e ville circostanti . I Goti, poi,  assalendo ed impossessandosi di alcuni presidi militari romani, poterono armarsi ed organizzarsi per intraprendere successive e più vaste scorrerie nei territori interni romani .
















Quando l'imperatore dell'Oriente Valente decide di attaccare il nemico senza aspettare il congiungimento con le forze Occidentali dell'imperatore Graziano ( forse perche male informato sulla reale consistenza del nemico o forse per egoistica  gelosia nella condivisione del successo..) i Goti sono asserragliati al centro di un enorme cerchio formato dai carriaggi  che usano nel loro viaggio dall'oriente. Sono come protetti da un forte di legno, la loro cavalleria leggera ( Ostrogoti ) e pesante ( Alani )  è lontana al pascolo .





















I Romani prendono posizione, iniziano lunghe e controverse  trattative sotto il sole estivo, senza un piano prestabilito, gli irruenti comandanti della cavalleria leggera, a destra dello schieramento, cedono alle provocazioni e vanno all'attacco, ma sono facilmente  respinti dal lancio di proiettili della fanteria Gotica .





















Nel frattempo, avvertiti da staffette, la numerosa cavalleria Gotica giunge improvvisa ed attacca il lato sinistro delle file Romane dove la cavalleria catafratta non riesce a mantenere lo schieramento e si disperde.
Una veloce manovra a tenaglia dei cavalieri Goti circonda la fanteria Romana posta centralmente che si ammassa e viene aggredita anche dai fanti che fuoriescono dal cerchio dei carri .































Circondata da ogni lato, la cavalleria in fuga, le Legioni Romane sono sconfitte e decimate : due terzi dell'esercito e con loro gli ufficiali e comandanti veterani cadono, l'Imperatore Valente e la sua guardia trovano rifugio in un casolare della zona che viene assediato e dato alle fiamme .
La sconfitta è cocente ed inaspettata ma l'Impero ha ancora sufficienti energie per riprendere il controllo della crisi negli anni successivi .










































L'aspetto dei militari Goti in armi e quello dei militari Romani è quasi identico, lo differenziano solo le stoffe delle tuniche, la predilezione dei Goti per gli elmi compositi piuttosto che crestati e l 'uso di paranuca di maglia o la totale rimozione di questi ultimi per far spazio ai lunghi capelli.

Il momento dei disordini che hanno preceduto l'esplosione della rivolta delle tribu Gote ammesse all'interno dei confini imperiali.